Mamma tra simbiosi e mantenimento di un sé rivisitato e arricchito

Quando non ero ancora mamma avevo grandi aspettative su di me e soprattutto sentivo di essere in grado di tenere tutto sotto controllo.

Ormai mi ero laureata due volte, avevo fatto esperienze diverse e formative in vari ambiti di vita dallo studio al lavoro, avevo elaborato le mie teorie sulle relazioni umane, compreso meglio la coppia, le famiglie, le amicizie.

Insomma mi sentivo una persona sicura.

Lo ero davvero?

A posteriori, mi rispondo di no.

L’incontro con la mia meravigliosa figlia mi ha fatto capire che la vera sicurezza sta nella perdita di controllo, con la consapevolezza di sapersela cavare insieme, in modo nuovo unico e speciale perché questa splendida relazione si gioca in due, nella diade.

Oggi la ricerca e la pianificazione di gravidanza, gli esami continui poi i corsi preparto ci danno l’illusione di un controllo totale su questo percorso di una donna.

E’la cosa più sbagliata che possa esistere se interpretiamo questi supporti come ricette o modi per scongiurare difficoltà garantedoci perfezione .

Diventare madri è come farsi trasportare da una corrente,navigando e sapendosi adattarare mantenendo la rotta alla stesso tempo.

Ma quale e’ la rotta?

Non sappiamo mai quale sia la cosa giusta.

Mia figlia ha due anni e ancora non so rispondere alla domanda: ho fatto bene a integrare il latte materno con quello artificiale?

Certo, perché una risposta univoca non esiste in questo ambito.

Ho imparato a diffidare da chi è sicuro di averla in tasca.

La stessa madre è madre con bisogni diversi con figli diversi in periodi diversi.

Ogni parto è diverso.

La cosa che mi rende più fiera nella vita è esser stata capace in quel momento preciso di farmi attraversare dalle doglie in modo inaspettato.

Non ricordo il dolore ma ricordo la sua forza, lei, perché voleva nascere.

Niente epidurale nonostante io svenga per un solo prelievo di sangue.

Quanti punti? Non lo so.

Questa è stata la prima cosa che abbiamo fatto insieme.

Questo è quello che so.

Permettere ai figli di attraversarci ecco di cosa sto parlando.

Così ogni giorno metto in discussione me stessa cercando la modalità più adatta a mia figlia.

Non posso prescindere dalle sue risposte.

Questo cresce proporzionalmente alla sua crescita con una inaspettata velocità che a volte mi fa sentire impreparata.

So come ero.

Ero rigida.

Oggi so che ogni posizione ogni proposta ogni frase va rivista ed adattata perché siamo sempre in due, anzi in tre perché c’è pure il babbo.

Anzi in cinque perché ci sono i miei cioè i nonni anzi in otto perché ci sono anche gli altri nonni e una zia.

Insomma che fatica mi dico.

Poi mi giro vedo passare una carrozzina mentre la mia piccola già di due anni sta dormendo in auto.ho appena finito di parcheggiare ..e niente..mi commuovo.

Ricomincerei tutto, perché non credo possa esserci mai stato nulla di simile e di più formativo per me.

Perché senza la mia meravigliosa bambina io no avrei imparato tante cose in più su di me.

Sono una mamma sicura o insicura?

Sono insicura perché inesperta su alcuni temi tanto cari ai pediatri e a tante mamme che si credono esperte: nanna,

cibo, peso,febbre adesso pure tamponi certificati giaccavento si?giaccavento no?sciarpa si sciarpa no?colori a dito si o no se si sporca la casa ogni giorno?lettino o lettone qualche volta?bagnetto o doccia?sciampo o amido?creme capelli ecc …

Sono una mamma sicura però perché so che io a tutte queste domande potrò rispondere solo insieme a lei: la mia meravigliosa figlia con la sua individualità che sarà unica e irripetibile.

Allora capisco quando un formatore al corso di mediazione confessò:” Non sopporto i genitori che parlano sempre dei figli perché parlano di se stessi”.

È proprio vero dietro ai loro successi ci siamo noi, ma non col nostro merito esclusivo

Tutto viene dalla relazione, dall’ essere capaci di esserci e di svolgere il ruolo genitoriale pur nella singolarità e individualità del figlio stesso.

Il rischio è di fondersi e anche questo è sbagliato.

So per certo infatti che non sarà certo mia figlia a cambiare la mia rigidita’.

Sarà conservata per me per il mio lavoro per le mie cose e programmazioni, ma avrò imparato a non essere sempre rigida.

Consiglio questo esercizio.

Cosa è bene per me? è

Cosa è giusto per me?cosa è bene per mio figlio?cosa è giusto per mio figlio?cioè è in linea coi suoi bisogni quello che credo io che sia giusto?se non lo è mi metto in gioco.

Una risorsa possiamo trovarla nei film.

Un film un po’ attempato ma sempre attuale e Baby Boom.

Consiglio una sbirciatina …

Una donna in carriera con una maternita’ inaspettata cambia vita ma quelli che erano i tratti peculiari della sua personalità vengono riadattati ad una nuova realtà più ricca, diversa ma infondo simile alla vecchia .Una bella sfida!

Speriamo di riuscire

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...