Genitori e figli – scuola: pensare la relazione in gioco in un settembre atipico

Ecco arrivato il periodo dell’ attesa della ripresa delle lezioni scolastiche: l’inizio della scuola.

Come ogni anno l’ attesa cresce parallela alla noia di fine estate.

Cosa rapprenta la scuola lo immaginiamo tutti perché tutti lo ricordiamo, ma cosa rappresenta quest’anno l’inizio della scuola?

Sono tante le preoccupazioni, le aspettative, le difficoltà e soprattutto emerge la paura che colpisce su due fronti: quello del contagio e quello dell’ apprendimento.

Ognuno ha la sua idea, ma non sarà nessuno di noi a decidere, perché questa volta possiamo solo essere spettatori delle decisioni di un governo, almeno nel momento attuale, a cui dobbiamo dare fiducia per la ripartenza della scuola, nonostante dubbi, polemiche e normative severe e ahimè ardue da attuare.

Il problema non sembra solo questo.

Come genitori ci sentiamo chiamati in gioco, privati della nostra sicurezza dettata dall’ abitudine, a dover pensare e pianificare una nuova organizzazione familiare e un probabile piano b.

Sono tante le testimonianze di genitori alle prese coi compiti fino alle due di notte, dopo aver svolto lavori già appesantiti e cambiati per il Covid, nonni che si sono trasferiti e tanto altro, figli nonostante tutto molto demotivati.

Certo la didattica a distanza ha complicato le cose ma i compiti e lo studio sono sempre stati terreno e pretesto di scontro per molte famiglie.

Come attrezzarsi per questo anno scolastico?

Dobbiamo ricorrere alla resilienza per essere capaci di trasformare la preoccupazione in sfida motivante.

Per prima cosa noi adulti dovremmo mostrarci più flessibili aperti e sicuri.

Le scuole riapriranno probabilmente con modalità nuove e lezioni in presenza non sempre garantite.

Per i genitori sarà un’ avventura verso il potenziamento dell’ autonomia e responsabilità dei figli nei confronti di compiti e studio. Non dovranno sostituirsi.

Le parole adatte potrebbero essere: “Sarai tu a gestire la scuola e i compiti, noi ci saremo per ogni difficoltà, ma non saremo noi a richiamarti continuamente al dovere” .

Occorre dare fiducia: “Sappiamo che forse sarà più difficile, ma siamo consapevoli che con il giusto impegno puoi riuscire anche quest’ anno”

E anche ricordare: “Come famiglia siamo un squadra in cui ognuno ho suoi compiti”

Il compito genitoriale sarà quello di mentalizzare per primi che il 2020-21 sarà un’opportunita’ di crescita.

Le difficoltà i compiti le disposizioni dovranno essere accolte con atteggiamento positivo.

Certo non sarà semplice e soprattutto non sarà automatico ma noi adulti per primi siamo chiamati a mostrarci capaci con fermezza.

Possiamo condividere preoccupazione anche con i figli ma non possiamo permettere che questo diventi un pretesto e un circolo vizioso.

Ecco la crescita familiare a cui siamo chiamati quest’ anno come genitori di figli di tutte le età.

Buon settembre a tutti!

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